Il Progetto Acqua Negra è un accordo di partnership tra (in ordine alfabetico): Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” di Gorizia, Commissione Grotte “E Boegan” SAG CAI di Trieste, Gruppo Grotte Associazione XXX Ottobre CAI Trieste, Società Adriatica di Speleologia di Trieste, Unione Speleologica Pordenonese CAI di Pordenone, con il coordinamento scientifico del Laboratorio Speleologico e di Tecniche Fluorimetriche (SpeleoLab).
Il progetto di speleologia di ricerca riguarda la conoscenza del bacino idrogeologico del Torrente La Foce nelle Prealpi Carniche, affluente di destra del Torrente Arzino. Nella parte terminale, a valle, in destra della forra del Foce, si apre la Risorgiva Acqua Negra, una delle maggiori grotte-sorgenti del settore alpino-prealpino carnico. In questo progetto le indagini si sono in particolare concentrate sulla Risorgiva Acqua Negra, una grotta che si sviluppa con un ramo superiore attivo solo in occasione di importanti piene e con un ramo inferiore percorso da un notevole corso d’acqua perenne che risale da un sistema totalmente sommerso.

Il progetto, che è partito nell’estate 2023 si è sviluppato su una serie di assi di ricerca.
Il progetto andava concluso con la riesplorazione, a scopo documentativo e di studio, della Risorgiva Acqua Negra. Per far ciò necessitava un team di specialisti. Il team è stato formato da uno speleosub austriaco ed uno sloveno, rispettivamente Günther Faul e Simon Burja, che hanno operato con varie immersioni. In sintesi il sifone dell’Acqua Negra raggiunge, attraverso un pozzo, la profondità di -77 metri dove si estende una galleria per molte centinaia di metri. Nel periodo di luglio-agosto 2026, favoriti dalle scarse precipitazioni, finalmente il ramo superiore è stato topografato fino ad un piccolo sifone finale da una squadra dei partner, mentre lo speleosub Simon Burja si è immerso nuovamente nel grande sifone e, oltre al controllo sagola, con rebreather e scooter subacqueo ha topografato circa 7-800 metri di galleria sommersa. L’uscita è stata supportata, come squadra in appoggio, da speleologi partner del Progetto Acqua Negra.

Contemporaneamente all’immersione è stata eseguita una raccolta dati sul torrente ipogeo in uscita (1 agosto 2026). Il corso d’acqua dell’Acqua Negra presentava una temperatura di 12,3 °C, conducibilità elettrica K25 di 271 µS/cm, pH 7,6. La portata è stata eseguita mediante metodo ionico ed è risultata di 74,5 L/s (distanza 50 m, transito onda marcata 78 min); i dati sono stati elaborati su foglio di calcolo realizzato da SpeleoLab. La temperatura dell’aria esterna, a breve distanza dalla bocca della grotta, era di 22 °C. Sulla base di dati precedenti la portata rifletteva un deflusso idrico in regime di magra.
Il proseguimento dell’esplorazione e documentazione subacquea all’Acqua Negra è stata programmata per questo autunno 2026, salvo condizioni meteorologiche sfavorevoli.
Inoltre, approfittando della magra del mese di agosto, un team ha ispezionato la forra del Torrente Foce nella zona a monte del bacino ed ha finalmente trovato, in alveo, un inghiottitoio ostruito da ghiaie che catturava completamente il corso d’acqua. La portata del Foce, stimata, al momento della scoperta (documentata) era attorno 30-35 L/s. L’inghiottitoio si trova circa all’altezza di Mineres, circa 2 km a monte dell’Acqua Negra, in un tratto d’alveo visibilmente incarsito.
Sergio Dambrosi & Rino Semeraro
